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Administrative Law / Droit administratif 2010 Italy / Italie

2011 / Vol. 23, No. 2, (80)
Digital Edition

Administrative Law / Droit administratif

Italy / Italie

Benedetto Cimino

Professore a contratto di Ordinamento del commercio e delle professioni pres­so l’Università di Viterbo
e consulente presso il Comitato per la Legislazione della Camera dei Deputat

The chronicle describes the administrative reforms in Italy in the first three years of the fourth Berlusconi government (2008-2010). In this period, a broad pro­gramme of interventions has been launched; in particular: the fiscal federalism, to grant financial autonomy to the regions and municipalities; the reform of public em­ployment, to limit the influence of unions and to encourage employee produc­tivity; a package of procedural simplifications for the initiation of economic activi­ties; the codification of the administrative process; the privatisation of local public services; the reform of the university, research evaluation and recruitment of teach­ers. However, the implementation of these ambitious reforms is proving slow and dif­ficult; this is for three reasons: the political weakness, that has affected the par­lia­mentary majority; the economic crisis, that has forced the government to scale back or postpone the spending programmes; the lack of coherence and coordina­tion between various public policies and a lack of shared priorities and objectives.

Le Cronache descrivono le riforme amministrative in Italia negli anni 2008-2010, coincidenti col primo triennio del IV Governo Berlusconi. Nel periodo considerato, è stato avviato un ampio programma di interventi; si segnalano, in particolare: il c.d. federalismo fiscale, per concedere maggiore autonomia finanziaria alle regioni e ai comuni; la riforma del pubblico impiego, per limitare l’influenza dei sindacati sulle scelte organizzative e incentivare la produttività del personale; un pacchetto di semplificazioni procedurali per l’avvio di attività economiche; la codificazione del processo amministrativo, prima regolato da una disciplina frammentaria; la pri­va­tizzazione dei servizi pubblici locali; la riforma dell’università, della valutazione della ricerca e del reclutamento dei docenti. L’attuazione di queste ambiziose rifor­me, tuttavia, si è dimostrata lenta e difficile, per tre ordini di ragioni: la debolezza po­litica e gli scandali che hanno interessato la maggioranza parlamentare; la crisi eco­nomica, che ha costretto il governo a ridimensionare o rinviare i programmi di spesa; la carenza di organicità e di coordinamento tra le varie politiche pubbliche e la scarsa condivisione dei presupposti e degli obiettivi da perseguire.

 

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